Tag: Google Car

21 Gen 2016
google car

Auto che si guidano da sole

Nell’estate 2015 la prima macchina autoguidata, Google Car, ha iniziato a circolare liberamente sulle strade della cittadina californiana di Mountain View.

È una macchina smart, molto intelligente, non solo perchè guida da sola e dolcemente, senza sgasare, ma anche perché evita accelerazioni brusche, frenate scomposte, e non inquina.

L’auto ha una velocità media di circa 40 Km/h e la persona nell’abitacolo potrà in qualsiasi momento intervenire su pedali e sterzo per prendere il controllo della vettura. L’obiettivo – al di là dei test di sicurezza – è valutare l’interazione e la reazione degli altri automobilisti con questo genere di vetture e analizzare i comportamenti dell’intelligenza artificiali dinnanzi agli imprevisti tipici della viabilità stradale.

Ma è solo l’inizio. L’auto che si guida sola dagli Stati Uniti sta per arrivare anche in Europa. A partire dai primi mesi del 2016 si potranno vedere le prime auto senza guidatore circolare a Londra.  Il governo britannico ha dato il via libera ai test per i veicoli del futuro che sono già stati sperimentati negli Usa. ”Il Paese è in prima fila per questa trasformazione tecnologica e apriamo nuove possibilità per la nostra economia e società”, ha detto Vince Cable, ministro delle Attività produttive. Ha anche lanciato un fondo per la ricerca in questo settore da 10 milioni di sterline. Il Dipartimento dei Trasporti sta già rivedendo il codice della strada per permettere la circolazione delle auto senza guidatore. E la revisione dovrà riguardare le due tipologie di veicoli ‘driverless’: quelli parziali, in cui una persona a bordo in qualsiasi momento può intervenire per riprendere il comando del volante e quelli invece in cui è solo il computer a controllare il veicolo.

Anche Apple sarebbe molto più vicina di quanto si pensasse alla costruzione di un’auto in grado di muoversi senza pilota. L’azienda di Cupertino starebbe attualmente cercando un’area per poter testare la propria vettura lontano da sguardi indiscreti.

A questa rivoluzione della mobilità si legano però alcuni interrogativi cruciali. Di chi sarà, ad esempio, la responsabilità in caso di incidente? In base a quali criteri ‘etici’ i costruttori definiranno gli algoritmi che gestiscono il mezzo davanti a situazioni complesse? Come avverrà, di fatto, l’interazione su strada tra veicoli ‘driverless’ e mezzi tradizionali?

Le normative dovranno essere rivedute e corrette, e potrebbe volerci più del previsto per assistere alla diffusione dei veicoli automatizzati, ma nel frattempo continuano i test su strada.

Tra i dubbi legati ai costi elevati per una diffusione di massa, è opportuno evidenziare i punti deboli della nuova tecnologia: possibili bug nel funzionamento dei sensori, vulnerabilità ad attacchi di hacker e questioni di privacy relative alla condivisione dei dati.

Ma la macchina sta arrivando autoguidata sta arrivando. Secondo uno studio McKinsey & Company nel 2030 il 15 per cento delle auto vendute globalmente saranno dotate di sistemi di guida autonoma.

 

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