Mercato unico digitale, la Ue vara le misure contro il geoblocking

Parlamento Europeo-NoGeoblocking-SMC

Mercato unico digitale, la Ue vara le misure contro il geoblocking

La Commissione europea vara  le linee guida per la creazione del Mercato unico digitale europeo, per favorire la libertà di shopping online senza limitazioni di Paese di residenza. Il risultato atteso è ambizioso: 415 miliardi di euro all’anno di crescita negli scambi. Allo stato attuale, però, solo 15% dei cittadini compra online da altri stati membri dell’Unione Europea, questo a causa di notevoli discrepanze di prezzo come quelle relative all’invio dei pacchi fuori dai confini nazionali. Spedire all’estero costa circa cinque volte tanto una spedizione domestica: Bruxelles intende abbattere questa differenza, con le buone o con le cattive.

L’armonizzazione, però, riguarderebbe una serie molto ampia di aspetti legati al commercio online, come le politiche di tutela ai consumatori, l’eliminazione di pratiche discriminatorie basate sul Paese d’origine del consumatore (che per esempio bloccano l’accesso a un sito Internet per reindirizzare l’utente verso un altro canale che pratica prezzi diversi). Anche il diritto d’autore, tutelato su basi nazionali, verrà armonizzato in modo da permettere, ad esempio che gli acquirenti di film, musica o articoli possano fruirne anche quando viaggiano nel territorio europeo. Finora queste proposte hanno ricevuto un supporto molto diversificato da parte degli stati membri, il blocco più favorevole è quello composto da Regno Unito, Irlanda, Polonia e dai Paesi nordici e del Benelux; più scettiche sono la Francia, soprattutto per quanto riguarda la protezione del diritto d’autore, e la Germania, poco propensa a liberalizzare ulteriormente il commercio online.
Un’altra nota interessante riguarderà il principale veicolo della ricerca via Internet: Google. Secondo le intenzioni di Bruxelles, il motore di ricerca dovrà assumersi maggiori responsabilità sui contenuti che vengono trasmessi grazie ad esso.

A restare fuori dal divieto di geoblocking, per ora, è la musica, la cui lobby ha fatto sino all’ultimo molte pressioni su Bruxelles, ma anche gli altri servizi non audiovisivi come ebook, giochi e software. Non si potrà quindi per ora acquistare canzoni, app o libri elettronici disponibili negli `store´ di altri Paesi diversi dal proprio, anche se la Commissione si impegna a una revisione in futuro. Per le piattaforme, da Facebook a eBay, la Commissione propone un approccio ad hoc e non generalizzato, area per area.

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